La festa di addio al calcio di Albertini si è svolta il 15 marzo 2006 a San Siro e ha previsto una partita celebrativa tra Milan e Barcellona, con la partecipazione delle stelle di ieri e di oggi delle due squadre. Il Milan ha costruito un marchio globale, associato a successi storici in Europa, mentre il Napoli ha saputo valorizzare la sua cultura locale e passione dei tifosi. Parliamo di Kylian Mbappé, 19 anni, la nuova stella dei Mondiali di Russia: uscito Messi, salutato Cristiano Ronaldo, eliminata anche la Spagna, la kermesse cerca un nuovo protagonista, e potrebbe essere proprio lui, il numero dieci della nazionale transalpina. E’ stato il marito di Edy Campagnoli, prima valletta di Mike Bongiorno nello storico quiz televisivo (risalente agli anni ’50) «Lascia o Raddoppia», sposata il 26.6.1958 nella Chiesa di San Gottardo a Milano, salvo poi separarsi dieci anni dopo. Prese parte con gli azzurri ai Mondiali del 1994 (durante il quale, per esempio, collezionò un bellissimo assist nella semifinale con la Bulgaria per Roberto Baggio per il gol del 2-1) e del 1998 e agli Europei del 1996 e del 2000. Un infortunio al tendine d’Achille a pochi mesi dal via della manifestazione gli ha impedito di partecipare al Mondiale 2002, segnando di fatto la fine della sua carriera in maglia azzurra.
Il ricavato della manifestazione servirà per finanziare un progetto di Scuola Calcio a favore degli alunni dell’ICS “G. Valore portante di questa nuova società dilettantistica, ribadito anche dal mister Fabio Panichi: «Per noi e per Paolo è la cosa più importante. Con la Nazionale, nella quale ha militato dal 1991 al 2002, Albertini ha totalizzato 79 presenze e 3 reti. La carriera sportiva di Albertini è stata nella sua fase iniziale strettamente connessa al Milan, con la parentesi della stagione 1990-1991 in Serie B nel Padova in cui ebbe occasione di giocare per la prima volta con continuità, collezionando 28 gare e 5 gol. Se sul campo budget e qualità manageriali la faranno (quasi) sempre da padrone, sugli spalti il primo sport nazionale si affida all’eterogeneo e insindacabile gusto di milioni di suoi tifosi, di vecchia e nuova generazione, pronti a vestire i colori della squadra del cuore: alle nuove maglie e al loro appeal è consegnato l’arduo compito di sostituirsi alla scolorita ma sacra divisa che il fedele tifoso ha indossato per una o più stagioni.
A fine di quella stagione calcistica, inoltre, il centrocampista venne premiato dalla Diadora in quanto ritenuto la miglior speranza italiana nello sport. E com’è bella, infatti, passando da uno sport all’altro, la staffetta italiana 4×400 femminile che ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi del mediterraneo. Dopo il suo ritiro, attraverso l’Associazione Italiana Calciatori, intraprende la carriera dirigenziale. Anch’io però ho fatto la mia bella carriera. Gigi ha vinto un Mondiale, ma anch’io ho avuto una bella carriera. L’ultima volta che la Francia ha vinto i mondiali di calcio non era ancora nato. Gigi è super, ha vinto il Mondiale. Ma come ha fatto questo figlio della banlieu a conquistare il calcio francese e poi forse quello mondiale. Così il figlio nero della periferia maledetta, oggi, potrebbe portare la sua nazionale di calcio sul tetto del mondo. È il mondo aperto, le frontiere cancellate, la libertà di movimento. Quante cose ci perderemmo se vincesse il mondo chiuso? Eppure era solo luglio del 1998. E’ venuto al mondo qualche mese dopo. Scirea era più elegante. Sapevo che la Juventus era un grande club con una tradizione fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l’organizzazione sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici.
Da Ventura a Mancini, dalla rabbia all’orgoglio, dallo scoramento alle motivazioni. Da scartare invece innesti a sorpresa dalla categoria superiore. Ha già contribuito a eliminare l’Argentina, con due gol, e in patria è tutt’altro che una sorpresa, visto che è il secondo calciatore più pagato, dopo Neymar, con ben 150 milioni di euro spesi dal Paris Saint Germain per averlo tra le sue fila. Con il mercato di gennaio il centrocampista passò al Barcellona, ricevendo però alcune critiche dal suo ex tecnico Delio Rossi, e giocò cinque partite e vinse la Liga e la Supercoppa di Spagna. Tutto sommato il primo tempo è caratterizzato da una Sampdoria più volitiva, nella ripresa però il Sassuolo torna in campo con un piglio diverso e schiaccia la Samp. Kakà, con tutto quel che ne è seguito. Peccato davvero, perché continuiamo, tutto sommato, ad amare quel gioco imprevedibile, quei ragazzi ad inseguire un pallone; le maglie senza scritte e prive di loghi erano i simboli, modesti ma positivi, di un’identità forte, i segni di un’appartenenza alla propria città o regione, i colori di un amore sincero, generoso, disinteressato. Se mescola le lingue, le culture, perfino i colori.
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